Il menù Normanno (1060-1194)

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Le lotte fra i vari capi arabi in Sicilia determinarono l’arrivo di alcuni mercenari, fra quelli che già operavano nel sud Italia, provenienti dalla Normandia (Francia), ma di origine scandinava.

Chiamata dal kaid di Catania contro quello di Agrigento, la famiglia normanna degli Altavilla (Hauteville), guidata da Roberto detto il Guiscardo (il furbo), nel 1061 sbarcò in provincia di Messina (a Torrenova), fondò un castello a San Marco D’Alunzio ed una serie di fortificazioni nei territori di Frazzanò, Militello Rosmarino, Alcara Li Fusi, Longi, Galati Mamertino, Caronia, e poi, con il determinate arrivo del fratello Ruggero, conquistando l'intera Sicilia e le isole di Malta e Pantelleria in poco più di trenta anni.

Ruggero I° di Altavilla trascorse i 15 anni del suo effettivo dominio a costruire le fondamenta del nuovo stato: mentre la maggior parte dell'Europa è ancora barbara e feudale, in Sicilia egli non comanda più tramite i suoi potenti feudatari, ma tramite i suoi funzionari (burocrati dello stato e non potenti signorotti) e, diversamente dai normanni di Guglielmo il conquistatore, che avevano conquistato l'Inghilterra, Ruggero I° fu tollerante con i costumi e le tradizioni greche, latine e arabe che in quel periodo coesistevano in Sicilia, pur dedicandosi alla ricristianizzazzione e rilatinizzazione della Sicilia: fece costruire cattedrali come quella di Troina, prima capitale del suo regno, e di Catania, istituì nuove diocesi (grazie al legato apostolico di cui godeva), favorì l'immigrazione di piemontesi e lombardi che si insediarono a San Fratello, a Novara sicula, a Piazza Armerina, Aidone e Nicosia.
In questi comuni ancora oggi si parla un dialetto gallo-siculo, diverso da quello che si parla nella Sicilia orientale o nella Sicilia occidentale.

Alla morte di Ruggero I° nel 1101, sua moglie (in nome del suo primogenito Simone ancora minorenne e poi morto nel 1112), la gran contessa Adelasia, portando la capitale a Palermo, proseguì la politica accorta di suo marito, il cui punto di forza era la capacità di rispettare costumi e culture diverse integrate in un contesto nazionale multietnico, fino al 1112, quando passò la mano all'unico figlio rimastogli Ruggero II°, ormai diciassettenne.
Ruggero II nel 1129 riuscì ad affermare il suo potere anche su Napoli, Bari, Capua, pur avendo contro di lui coalizzati il papato, l'impero tedesco, Bisanzio, le repubbliche marinare di Genova, Pisa, Venezia e, nel regno, città e baroni ribelli e morì nel 1154.
Il regno normanno passò poi ai figli Guglielmo I° e Guglielmo II° fino al 1195.

I Normanni popolazione di indole marinara e guerriera, ci trasmisero l’uso del girarrosto e la preparazione delle aringhe affumicate e dei merluzzi essiccati, il famoso pescestocco, del quale proprio a Gioiosa Marea si celebra la sagra annuale.

Un saluto da Enzo Raneri


Un menù tipicamente normanno potrebbe essere fatto così:

• Alici marinate
• Spaghettoni con acciughe mollica e finocchietto selvatico
• Stoccafisso con la cipollata


Alici marinate

Ingredienti:
Alici marinate -- foto: Enzo Raneri · 1 kg. di alici fresche diliscate
· 8 spicchi d’aglio
· 3 dl. di olio d’oliva
· 3 dl. di aceto di vino bianco
· un pizzico di sale
· un mazzetto di menta fresca

In una terrina preparare la marinata con l’olio, l’aceto, l’aglio affettato, il sale, la menta.
Battere bene per amalgamare.

In un recipiente di vetro sistemare le sarde a strati, alternandole con la marinata fino ad esaurimento degli ingredienti.
Porre in frigo e lasciare marinare per 24 ore.


Spaghettoni con acciughe, mollica e finocchietto selvatico

Ingredienti:
Spaghettoni con acciughe, mollica e finocchietto selvatico --  foto: Enzo Raneri · 500 gr di spaghettoni
· 8 acciughe deliscate
· un mazzo di finocchio selvatico
· 100 grammi di pangrattato
· 2 spicchi d'aglio
· olio d'oliva extravergine
· sale q.b.
· un mazzetto di prezzemolo

Bollite in acqua poco salata il finocchietto tagliato a pezzi e sgocciolarlo, conservando l’acqua di cottura.

A parte fate saltate un pezzettino di aglio in olio di oliva , aggiungete le acciughe e spezzettatele molto con la forchetta.
Aggiungete i finocchietto, mescolate per qualche minuto e spegnete il fuoco.

In un'altra padella tostate il pan grattato mescolando con un mestolo di legno per evitare che si bruci. Quando sarà ben dorato spegnete il fuoco.
Nel frattempo, Lessate gli spaghettoni in acqua salata, scolateli al dente e conditeli.
Aggiungete il prezzemolo tritato e sistemateli in piatto di portata.
Spolverate infine con il pangrattato tostato.


Stoccafisso con la cipollata

Stoccafisso con la cipollata -- foto: Enzo Raneri Affettate sottilmente tre cipolle rosse e mettetele a soffriggere in una padella per qualche minuto, aggiungendo tre acciughe sotto sale, ben dissalate, diliscate e spezzettate.

Quando la cipolla inizierà ad ammorbidirsi, spegnere il fuoco ed dopo cinque minuti aggiungete un mazzetto di prezzemolo finemente tritato.
Spellate i pezzi di stoccafisso (ben spugnato), cercando di eliminare il più possibile le sue lische ed infarinateli.

Versate una cucchiaiata di soffritto in una teglia, e ungetela leggermente.
Disponete i pezzi di stoccafisso infarinati nella teglia e bagnate con un bicchiere di latte.
Quindi distribuite bene sui pezzi di stoccafisso la cipolla cotta precedentemente e tutto il suo intingolo.
Infornate con il forno già riscaldato a 180 °C per 30 minuti.

Impiattate guarnendo bene con la cipolla e un pò di intingolo.

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