Sagra del Ficodindia a San Cono (ottobre)

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Il fico d'India (o ficodindia) (Opuntia ficus-indica) è una pianta succulenta, originaria del Messico, ove gli Aztechi, la consideravano pianta sacra con forti valori simbolici,  ma naturalizzata ormai in tutto il mondo: esiste persino in Australia, dove alcuni decenni fa fu messa la bando per legge come pianta infestante e quindi destinata ad essere estinta (almeno li), fino a quando il cugino “giusto” di mia madre, Jo Gangemi, ormai morto nel 2012, si fece eleggere al parlamento australiano per promuovere la abolizione di tale legge, in modo da ripristinare la possibilità di coltivare il fico d’india e da consumarne i gustosi frutti.

Anche in Toscana vige una legge regionale ne vieta espressamente l'uso per interventi d'ingegneria naturalistica, come il rinverdimento, la riforestazione ed il consolidamento dei terreni. (L.R.T 56/2000, Art.6 comma 4).

Fichi d'india in Sicilia

La pianta può raggiungere i 3-5 m di altezza.

Il fusto è composto da cladodi, comunemente denominati pale, ovali formi, lunghi da 30 a 40 cm, larghi da 15 a 25 cm e spessi 1,5-3,0 cm, che, unendosi gli uni agli altri formano delle ramificazioni. Le vere foglie della pianta hanno una forma conica, sono lunghe appena qualche millimetro ed appaiono sui cladodi giovani e nelle aureole sono piantate le spine (ma non nelle varietà inermi).

I glochidi sono invece sottili spine lunghe alcuni millimetri, di colore brunastro, che si staccano facilmente dalla pianta al contatto, ma essendo muniti di minuscole scaglie a forma di uncino, si impiantano solidamente nella cute e sono molto difficili da estrarre, in quanto si rompono facilmente quando si cerca di toglierle. Sono sempre presenti, anche nelle varietà inermi.

La scozzolatura, il taglio cioè dei fiori della prima fioritura, da eseguirsi in maggio-giugno, consente di ottenerne una seconda fioritura, più abbondante, con una maturazione più ritardata, in autunno. In base a tale consuetudine si distinguono i frutti che maturano già in agosto, cosiddetti agostani, di dimensioni ridotte, e i tardivi o bastardoni, più grossi e succulenti, che arrivano sul mercato in autunno. La produzione degli agostani non necessita di irrigazione, che invece è richiesta per la produzione dei bastardoni.

In coltura irrigua si può ottenere una resa di 250-300 quintali di frutto ad ettaro.

Mentre in Messico esistono 12 tipi di fichi d’india, in Italia sostanzialmente ci sono solo tre tipi, che differiscono per la colorazione del frutto: gialla (Sulfarina), bianca (Muscaredda) e rossa (Sanguigna). La cultivar Sulfarina è la più diffusa per la maggiore capacità produttiva e la buona adattabilità a metodi di coltivazione intensiva. In genere vi è comunque la tendenza ad integrare la coltivazione delle tre cultivar, in modo da fornire al mercato un prodotto caratterizzato da varietà cromatica.

Fichi d'india sgusciati

La forma è anch'essa molto variabile, non solo secondo le varietà ma anche in rapporto all'epoca di formazione: i primi frutti sono tondeggianti, quelli più tardivi hanno una forma allungata e peduncolata. Ogni frutto contiene un gran numero di semi, nell'ordine di 300 per un frutto di 160 g.

Il fico d’india è un frutto ricco di calcio, fosforo e vitamina C ed è astringente: per questo va mangiato in quantità moderata e accompagnato da pane per impedire ai semi di conglobarsi nell'intestino o meglio ancora  bevendoci sopra molta acqua.

Nella medicina popolare:

  • i frutti sono considerati astringenti; per la loro ricchezza in vitamina C sono stati usati in passato dai naviganti per la prevenzione dello scorbuto;
  • i giovani cladodi, riscaldati al forno, vengono utilizzati come emollienti, applicati in forma di cataplasma, per curare tonsilliti, febbri intermittenti e malariche;
  • l'applicazione diretta della "polpa" dei cladodi su ferite e piaghe costituisce un ottimo rimedio antiflogistico, riepitelizzante e cicatrizzante su ferite e ulcere cutanee; è un vecchio rimedio della tradizione siciliana, utilizzato ancor oggi nella cultura contadina isolana;
  • il decotto di fiori ha proprietà diuretiche e depurative, facilita la diuresi e la pulizia dei reni; unito alle foglie di malva il decotto diventa una pozione rinfrescante.

Ma il frutto è una vera leccornia, con cui la gastronomia siciliana prevede diverse preparazioni: conserve, “mostarda”, dolci.

Anche le pale sono commestibili: fresche in insalata, sottaceto, in salamoia, candite, sotto forma di confettura, seppure,, nei tempi passati, venivano utilizzate, previa essiccazione al sole come pasto dei bovini.

Un ultima indicazione su come raccogliere e pulire i fichi d'india senza riempirsi di spine. Innanzitutto bisogna raccoglierli nelle primissime ore della mattina, prima che il sole le riscaldi, evitando comunque le giornate di vento, indossare un paio di occhiali e di una maglietta con le maniche lunghe (indispensabile nelle ore della mattinata avanzata) e dotarsi del “coppu”, una sorta di bicchiere di lamiera zincata che si attacca alla sommità di una canna, che funge da prolunga del braccio, per raggiungere i frutti più alti ed interni della pianta, “accopparli” e con un breve scatto rotatorio del polso, staccarli dal suo cladode ed, alla fine farlo ricadere all’interno di un paniere di plastica o di canne rivestito con foglie di fico o di carta (per evitare che le spine, staccandosi, possano rimanere distribuite tutte al suo interno).

Mio cugino Liam, da operatore alla Borsa di Londra ad allievo raccoglitore di fichi d’india: era per la prima volta nella sua vita Mio cugino Liam, da operatore alla Borsa di Londra ad allievo raccoglitore di fichi d’india: era per la prima volta nella sua vita.

Soprattutto nel caso dei frutti estivi (quelli nati dopo la scozzolatura maturano a ottobre). Può essere eseguita una pulitura successiva, prendendo i frutti uno ad uno: collocati su una pietra coperta di una sorta di ipérico detta rizzùta, i fichi d’India venivano rotolati fra le dita fino a essere mondati completamente: questo metodo di pulitura era utilizzato nelle campagne che distavano chilometri dalle sorgenti e non avevano la possibilità di mettere i frutti in ammollo per una notte intera. I fichi venivano poi ripuliti con un coltellino fino a rendere la superficie del frutto liscia come un acino d’uva.

Particolare di una pala di fico d'india con i frutti

La prima domenica di ottobre (ma ormai anche il sabato ed il venerdì precedente) a San Cono, un paesino della provincia di Catania, a circa 20 km da Caltagirone, dal 1984, si tiene una sagra, che prevede tutta una serie di manifestazioni tecniche, convegnistiche e folcloristiche, che hanno per argomento il prelibato frutto e negli immancabili stand issati nella piazza del municipio, viene effettuata una esposizione e degustazione del prodotto dei varie aziende agricole locali e di alcuni altri prodotti alimentari artigianali, che lo prevedono come ingrediente principale.

Ecco come potrebbe essere costituito un menù a tutto a base di fichi d’india:

  • Insalata di pale di fichi d’India
  • Bucce di fichi d'India fritte
  • Spaghetti alle alici e fichi d'india
  • Risotto ai fichi d'india
  • Involtini di pollo al cartoccio con fichi d’India e alloro
  • Bistecca di tonno alla salsa di fichi d’India
  • Chiappette di fichi d’India

Ed ecco le relative ricette:


Insalata di pale di fichi d’India

Insalata di pale di fichi d’IndiaPrivate delle spine e dell’epidermide 500 grammi di pale di fichi d’India (cladodi), tagliatele a pezzi e scottatele possibilmente in un recipiente di rame (o con un pezzo di rame dentro) con acqua bollente salata con una cipolla dentro tagliata a metà.

Scolate, lasciate raffreddare, togliete la cipolla cotta, aggiungete i pezzi di pomodoro, un’altra cipolla tagliata, un ciuggo di coriandolo tritato ed un paio di peperoncini spezzettati e condite con olio e sale.

Le pale di fichi d’India possono essere fatte anche in altri modi:

1) arrosto: rimuovendo con un coltello il bordo di ogni pala, ponendo su una griglia infuocata e, dopo la cottura, condendo con limone oppure con formaggio grattugiato; hanno un sapore simile a quello del carciofo. Si possono anche mangiare.

2) ripiene: selezionando le pale più piccole e tenere, tagliandole in due fette ed infarinandole, passandole nell’uovo e poi nel pangrattato, ponendo fra le due fette un pezzo di provola e mezza cipolla tagliata a rotelle sottili, friggendo in olio bollente da ambedue le parti ed alla fine condendo con una salsa di pomodoro leggermente resa piccante con del peperoncino.


Bucce di fichi d'India fritte

Bucce di fichi d'India fritteSbollentate 500 grammi di fichi d'India, ed eliminate le spine, risciacquandoli ed assicurandovi che le spine siano state tutte eliminate.

Quindi sbucciate i frutti e mettete da parte le bucce, tranne che le due estremità: ricavate da ogni buccia un rettangolo di circa 4 o 5 cm,  sbollentale, scolate ed, appena fredde, passatele prima nell'uovo battuto e poi nella mollica o in semola di grano duro, quindi friggeteli in abbondate olio di oliva ben caldo, salate abbondantemente servite molto caldi.

In alternativa la stessa preparazione potrebbe avere un epilogo “dolce” spolverando, dopo la frittura, con abbondante zucchero a velo e cannella o miele oppure “agrodolce” mescolando in un tegamino circa 1/2 bicchiere di aceto e 2 cucchiaini di zucchero e bagnando le bucce quasi a fine cottura.


Spaghetti alle alici e fichi d'india

Spaghetti alle alici e fichi d'indiaEliminate da 200 grammi di alici le teste e le interiora; diliscatele delicatamente partendo dalla coda e tagliatele a pezzetti.

Fate imbiondire tre spicchi di aglio tritato nell’olio di oliva, unite le alici, bagnate con un cucchiaio di vino bianco, salate e pepate a piacere e fate cuocere qualche minuto a fiamma non troppo alta.

Sbucciate due fichi d’India ben maturi e passatene la polpa al passaverdure.

Quindi unitela al pesce e continuate la cottura per altri 10 minuti.

Lessate 400 grammi di spaghetti in abbondante acqua salata e scolateli al dente.

Conditeli con la salsa alle alici, spolverizzate con abbondante prezzemolo tritato e servite.


Risotto ai fichi d'india

Risotto ai fichi d'indiaSbucciare e passare al passaverdure i fichi per eliminare i semi.

Versare tutto il succo e la polpa dei fichi nella pentola dei risotti, lasciare scaldare.

Versare il riso (ottimo il vialone nano o carnaroli) e poco vino bianco (o prosecco), portare il riso a cottura, versando mestoli di brodo.

Quando mancheranno 5 minuti al termine della cottura, aggiungete della maggiorana tritata.

Alla fine mantecate con poco burro e servite.


Involtini di pollo al cartoccio con fichi d’India e alloro

Involtini di pollo al cartoccio con fichi d’India e alloroBattete quattro fette di petto di pollo,  assottigliandole e preparate una marinata, tritando mezza cipolla, grattugiando un pezzetto di zenzero e uno spicchio d’aglio e 200 grammi di yogurt.

Quindi gettatevi le fette di pollo, lascindocele per una notte ed il giorno dopo sciacquarle ed asciugarle.

Salate e pepate l’interno di ogni fetta e adagiatevi un fico d’India intero (o una parte), arrotolate e fissate con uno stecchino.

Ponete ogni involtino in un cartoccio con delle foglie di mirto o di alloro, i fichi rimasti a tocchetti, una spruzzata di vino e un filo d’olio.

Chiudete i cartocci e fate cuocete  a 200°C per 20 minuti circa ed ulteriori 5 minuti con il cartoccio semiaperto.


Bistecca di tonno alla salsa di fichi d’India

Bistecca di tonno alla salsa di fichi d’IndiaSalate e pepate ogni fetta di tonno generosamente con sale e pepe.

Fate riscaldare una piastra, aggiungendo un po d’olio.

Quindi mettere il tonno e lasciarlo cuocere per due o tre minuti per lato.

Dopo la cottura lasciate riposare per due o tre minuti prima di affettare: le fette dovrebbero essere rosa al centro.

Per la salsa di fichi d’india, prendete 4 fichi d’India, senza pelle e tagliate a cubetti, aggiungete due cucchiai di zucchero, due cucchiai di succo di limone, un peperoncino tritato finemente, due bicchieri di acqua e pizzico di sale marino.

Portate tutto ad ebollizione, quindi abbassate la fiamma e fate sobbollire 15 minuti.

In una padella a parte mettete a cuocere uno spicchio di aglio tritato, una cipolla tagliata a fette sottili  e un peperone tagliato a dadini, tenendo umido con l’eventuale aggiunta di brodo vegetale.


Chiappette di fichi d’India

Sbucciate i fichi d’India e tagliarli a metà.

Lasciateli al sole ad asciugare.

Una volta pronti infilateli in bastoncino di canna e infornateli a 70 gradi.

Toglieteli quando si dorano.

 

E dopo il dolce, la frutta:
fichi d’India sbucciati che ho raccolto io dalla mia campagna!!!

Vassoio di fichi d'india sgusciati

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